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"Docenti Covid", ANIEF: percorso a ostacoli e in salita

Niente nomina se le lezioni si fanno in DAD. Il Sindacato tuona: non funziona così
Pubblicato il 12/11/2020 Teleborsa
Percorso a ostacoli e tutto in salita per le già finanziate nomine dei 70 mila docenti e Ata aggiuntivi, utili ad affrontare l’emergenza Covid in corso nel nostro Paese: nei giorni scorsi si è passati  da una circolare inviata ad alcuni Uffici scolastici regionali che tentava di fermare questo genere di assunzioni, per presunte difformità tra i calcoli fatti dal ministero dell’Istruzione e quelli del portale degli stipendi della PA, alla clausola risolutiva dei contratti in caso di adozione della didattica a distanza.

"Su entrambe le pretestuose questioni -  chiarisce in una nota il Sindacato della scuola ANIEF - è intervenuto - con una doppia nota di chiarimento, il capo dipartimento Max Bruschi,  spiegando che tali docenti rientrano a pieno titolo nell’organico dell’autonomia, non possono quindi essere utilizzati esclusivamente per le supplenze del personale assente, né vanno collocati per fare sostegno agli alunni disabili, ma soprattutto in caso di lockdown potranno operare in smart working. Quindi, non potranno essere licenziati. È delle ultime ore, in barba alle indicazioni dell’alto dirigente del MI, una nota dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia,  che fornisce ulteriori indicazioni sulle assunzioni del personale scolastico Covid e sulla clausola di licenziamento in caso di lockdown". 

Per il Presidente ANIEF Marcello Pacifico "Nella scuola pubblica non sono mai esistiti i contratti atipici. E non si comprende per quale motivo debbano essere attuati proprio nel momento in cui le scuole hanno estremo bisogno di risorse umane per sopperire all’emergenza epidemiologica. Ribadiamo che non è ammissibile alcuna differenziazione contrattuale tra insegnanti che svolgono la medesima professione, hanno medesimi doveri e responsabilità: i circa 60 mila docenti e 10 mila Ata vanno collocati nell’organico di diritto.  Prevedere che debbano essere esautorati dall’incarico o nemmeno assunti perché la didattica in presenza viene meno è un assunto che poggia su una posizione anacronistica: il contratto sulla didattica digitale integrata che abbiamo sottoscritto parte dal presupposto che la dad comporta oneri analoghi a quelli delle lezioni in presenza. Pertanto, per quale motivo un docente non dovrebbe essere assunto? Stesso discorso per il personale Ata: anche se collocato in smart working, la sua opera professionale prosegue, come per i collaboratori scolastici, visto che non ci risulta che le scuole siano chiuse”.
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