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Strage Bus A16, Autostrade per l'Italia: "Vicinanza ai parenti delle vittime, rammarico per condanne"

Rammarico di Aspi per sentenza di condanna del Tribunale di Avellino nei confronti delle strutture tecniche della Direzione di Tronco autostradale di Cassino
Pubblicato il 11/01/2019 Teleborsa
Otto condanne e sette assoluzioni nel processo di primo grado per la strage del bus che il 28 luglio del 2013 precipitò da un viadotto Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa, all’altezza del comune di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, che provocò la morte di 40 persone. Assolto l’Ad di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci e altri 7 imputati, tra cui diversi manager della società e il dirigente della Motorizzazione Vittorio Saulino.  

CONDANNA DIREZIONE TRONCO DI CASSINO, LA NOTA DI ASPI - Autostrade per l’Italia, nel ribadire nuovamente la più profonda e sentita vicinanza ai parenti delle vittime, esprime rammarico in merito alla sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Avellino nei confronti delle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Cassino.

Autostrade per l’Italia ribadisce che nel corso del dibattimento è emerso con chiarezza che la causa dell’incidente è riconducibile alle disastrose condizioni del bus – che viaggiava con un milione di chilometri, non aveva meccanica in ordine, non era mai stato sottoposto a revisione e aveva gli pneumatici usurati e non omologati, oltre che il sistema frenante non funzionante – e alla condotta dell’autista.
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