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Industria, l’alimentare in controtendenza mette le ali (+2,7%)

Regali enogastronomici, pranzi e cenoni hanno rappresentato la voce più pesante del budget che le famiglie italiane hanno destinato alle feste di fine anno
Pubblicato il 11/01/2019 Teleborsa
In controtendenza rispetto al crollo generale, vola la produzione alimentare che fa registrare un balzo del 2,7% rispetto allo scorso anno grazie alle festività di Natale, con le spese a tavola che rappresentano la principale componente del budget delle famiglie. E’ quanto afferma Coldiretti nel commentare i dati Istat sulla produzione dell’industria a novembre 2018 che riguarda anche i prodotti arrivati sugli scaffali per le feste di fine anno. L’agroalimentare con regali enogastronomici, pranzi e cenoni è stata quest’anno la voce più pesante del budget che le famiglie italiane hanno destinato alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,5 miliardi di euro, secondo l’analisi Coldiretti. 

ALIMENTARE SETTORE TRAINANTE DEL PAESE - "Con un +2,7% sul novembre 2017 e un +1,5% progressivo del settore sugli undici mesi rispetto al gennaio-novembre 2017, l'industria alimentare si conferma un settore in crescita e distante dai trend del totale industria che, invece, hanno registrato un pesante -2,6% rispetto al novembre del 2017 e una perdita di mezzo punto, flettendo repentinamente dal +1,7% dei 10 mesi al +1,2% degli 11 mesi", esprime soddisfazione Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare che però mostra preoccupazione per il quadro generale:

"Nonostante i numeri positivi del settore alimentare, la tendenza del totale industria non può che preoccuparci", questo il commento di Vacondio che aggiunge: "Per scongiurare il rischio recessione e far sì che i numeri negativi restino un caso isolato è necessario un aiuto politico, tanto nell'export quanto nei consumi interni. Per questo ribadiamo più che mai la nostra contrarietà all'ipotesi di un aumento IVA nel 2020, che non farebbe altro che aumentare la disuguaglianza del Paese e demolire i consumi interni"
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